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Comune di Ponte nelle Alpi - (Provincia di Belluno)

Limitazione dell'uso dell'acqua potabile per usi impropri e non strettamente domestici

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altCon provvedimento n. 5 del 19.01.2017 il Sindaco di Ponte nelle Alpi ordina nell'intero territorio comunale la limitazione dell'uso dell'acqua potabile per usi impropri e non strettamente domestici

IL SINDACO
VISTA la nota del 17.01.2017 - prot. n. 1485/2017, con la quale la Società GSP - Gestione Servizi Pubblici S.p.a. ha invitato questa Amministrazione ad emettere una ordinanza per la limitazione dell'uso dell'acqua potabile per scopi diversi da quello domestico, stante il protrarsi dell'assenza di precipitazioni piovose e nevose, al fine di garantire il giusto
approvvigionamento idrico e contenere un generale abbassamento dei livelli d'acqua nelle vasche di accumulo della rete acquedottistica pubblica.
RICORDATO che la tutela della risorsa idrica per il consumo umano, dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo, rappresenta un obiettivo prioritario e imprescindibile; trattandosi di bene pubblico ed esauribile il suo uso è quindi assoggettabile a regolamentazione e limitazioni in presenza di motivi speciali e di pubblico interesse.
RICHIAMATO l'art. 98 del D.Lgs n. 152/2006 e ss.mm.ii. in merito al risparmio idrico, nonché l'art. 144, comma 4 il quale dispone che "Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la qualità".
RITENUTO di procedere con specifico atto di invito alla popolazione alla limitazione dell'utilizzo di acqua, così da garantire, in via prioritaria, l'uso ai fini potabili della risorsa, vietando pertanto quello per fini diversi.
VISTI il D.Lgs. 3.4.06 n. 152, il D.Lgs. 18.8.2000, n. 267 e la Legge 689/81 come modificata dal D.Lgs. 507/99.


ORDINA

nell'intero territorio comunale la limitazione dell'uso dell'acqua potabile proveniente dagli acquedotti comunali per usi non strettamente domestici, fino a revoca della presente, ed in particolare per il lavaggio di autoveicoli con sistemi domestici, per il lavaggio di spazi ed aree private, ecc., nonché per ogni altro uso improprio che comporti prelievi anomali da acquedotto.


INVITA
tutti i cittadini ad adottare ogni utile accorgimento finalizzato al contenimento generale dei consumi ed al risparmio di acqua, al fine di limitare disagi nelle ore di maggior prelievo e prevenire situazioni di carenza idrica/irregolarità nella fornitura. (Ad esempio: ricercare/riparare eventuali perdite dei rubinetti; - non utilizzare acqua corrente per il lavaggio di
piatti e verdure, ma solo nella fase di risciacquo; - preferire la doccia al bagno: ciò consente un risparmio d'acqua fino al 75%, se si ha l'accortezza di chiudere l'acqua mentre ci si insapona).
AVVERTE
La presente verrà revocata non appena la situazione tornerà normale.
Sono esclusi dagli obblighi della presente ordinanza i prelievi di acqua dalla rete idrica potabile per i servizi pubblici di igiene urbana ed i soggetti economici che impieghino l'acqua quale elemento indispensabile per la propria attività.
Ai contravventori saranno applicate le sanzioni previste dalle vigenti disposizioni di Legge (art. 7bis del D.Lgs n. 267/2000 e ss.mm.ii.: sanzione amministrativa da € 25,82.- ad € 258.82.-, fatti salvi, nei casi più gravi o in caso di recidiva, la denuncia all'Autorità Giudiziaria, ai sensi dell'Art. 650 del Codice Penale).
DISPONE
che la presente Ordinanza venga pubblicata all'Albo Pretorio on-line del Comune, nel sito istituzionale dell'Ente ed alle bacheche pubbliche frazionali perché tutti ne prendano visione e conoscenza.
Il personale del Servizio di Polizia Locale è incaricato al controllo dell'osservanza alla presente Ordinanza.
Ai sensi della L. n. 241/90 il Responsabile del Procedimento è il Responsabile dell'Unità Edilizia Privata e Ambiente.
Contro il presente provvedimento potrà essere proposto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto entro 60 (sessanta) giorni dalla notifica dello stesso, ovvero potrà essere presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 (centoventi) giorni dalla stessa data di notifica